Ci sono libri che non si limitano a essere letti, ma si vivono intensamente. The Way of the Wizard di Deepak Chopra è uno di questi. Strutturato in venti lezioni, non è un semplice manuale teorico, ma un invito a cambiare il modo in cui percepiamo la vita, riscoprendo il silenzio e la presenza come chiavi per accedere a una dimensione più profonda dell’essere.
In questo articolo desidero condividere alcune riflessioni scaturite dalla lettura del libro e dal modo in cui ha interagito con la mia esperienza personale e spirituale.
Ascoltare la guida interiore
La prima lezione mi ha rivelato una verità semplice e profonda: dentro di noi esiste una guida. Per me, in base alla mia fede cristiana, questa guida è lo Spirito Santo, donato nei sacramenti dell’iniziazione. Ma al di là delle parole, ciò che conta davvero è creare spazio nel silenzio per ascoltare quella voce interiore.
Non è indispensabile percepirla in modo intenso. Basta ritagliarsi brevi momenti di quiete durante la giornata. Da quando ho iniziato a farlo, il silenzio ha assunto per me un significato nuovo: non è assenza, ma presenza.
Lo sguardo nuovo sulle cose
La seconda lezione mi ha riportato a un ricordo caro: una passeggiata in montagna con mio nipote, appena arrivato da Ouagadougou. Davanti a due cigni, i suoi occhi brillavano di meraviglia, come se il mondo fosse una scoperta nuova. Ho pensato: vorrei conservare sempre questo sguardo.
Da allora cerco di osservare ogni cosa come se fosse la prima volta. Non sempre ci riesco, ma ogni sforzo mi avvicina a ciò che il libro definisce “vedere l’amore che respira in ogni iota della creazione”. È un esercizio che trasforma la percezione del mondo e di noi stessi.
Vivere il presente come eternità
La terza lezione mi ha fatto riflettere su una frase del Vangelo:
“Chi fa la verità viene alla luce”
Gv. 3, 21
Essere nella luce, per me, significa vivere pienamente il presente, riconoscendolo come parte dell’eterno presente di Dio. Quando siamo veramente presenti, percepiamo una profonda connessione con ogni creatura: persone, animali, piante, persino gli oggetti. È come sentire la presenza dell’Eterno ovunque, nel cielo, sulla terra e in ogni luogo.
La domanda che non ha risposta
“Chi sono?” È la domanda essenziale. Il libro invita a non cercare risposte definitive, poiché ogni definizione risulta limitante. È più prezioso vivere questa domanda, mantenendola viva dentro di noi. Un invito a non etichettare, a non rinchiudere la realtà nelle parole.
La morte come rinascita
Un’altra lezione mi ha spinto a riflettere sul mistero della morte. Come cristiani, crediamo che Gesù abbia vinto la morte, ma spesso questo pensiero resta solo teorico. Il libro mi ha aiutata a immaginare la morte come un parto: un passaggio da una vita a un’altra, più consapevole. Ora viviamo nel grembo della Misericordia di Dio, che ci prepara alla vita futura. Questa immagine mi infonde profonda serenità.
Il silenzio che trasforma
Durante la lettura di una lezione sul silenzio, mi trovavo in pellegrinaggio a Medjugorje. Lì ho sperimentato un silenzio diverso: non solo assenza di parole, ma quiete interiore, che mette a tacere il chiacchiericcio della mente. In quel silenzio ho percepito la voce del Creatore, non come suono, ma come presenza. È un’esperienza che auguro a tutti.
Accogliere l’imprevisto
Il libro mi ha insegnato che gran parte degli eventi della vita sfugge al nostro controllo. L’unica scelta davvero significativa è accogliere la volontà di Dio. Gli imprevisti possono trasformarsi in doni. Lo so per esperienza: l’incidente che mi ha fermata nell’estate 2024 è stato difficile, ma mi ha fatto riscoprire l’amore concreto di mio marito e la bellezza della cura reciproca.
Connessione con la Trust Technique®
Queste riflessioni hanno profondamente arricchito la mia pratica della Trust Technique®. Essere presenti non è soltanto un esercizio spirituale, ma un modo autentico di stare con gli animali e trasmettere loro serenità. Quando mi immergo nel momento presente, sento una connessione profonda con loro, come se il mio essere si espandesse oltre i confini del corpo. Questa trasformazione influisce positivamente anche sulle mie relazioni con le persone.
Conclusione
The Way of the Wizard non è semplicemente un libro, ma un invito a vivere ogni istante con consapevolezza e amore. A creare momenti di silenzio, a osservare il mondo con uno sguardo rinnovato, a confidare nella vita anche quando prende strade diverse da quelle dei nostri progetti.
E tu? Quale spazio di silenzio puoi creare oggi per ascoltare la tua guida interiore?

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