Il rientro dalle vacanze con cane e gatto non è uguale per tutti. Il tuo animale può essere partito con te, essere rimasto a casa con qualcuno che se ne occupava oppure aver trascorso un periodo in una pensione. E anche quando è rimasto nella sua casa, le sue giornate possono essere state diverse dal solito.
Quando le vacanze finiscono, qualcosa cambia di nuovo: presenze, orari, attività, momenti di riposo e, spesso, il tempo che trascorriamo insieme.
Questo non significa necessariamente che il cane o il gatto vivranno il rientro con difficoltà. Significa però che può essere utile accorgersi di come stanno attraversando questo nuovo passaggio, senza partire subito dall’idea che ci sia qualcosa da correggere o che sia necessario fare di più.
Se nelle ultime settimane ti sei chiesta se una situazione con il tuo animale stia diventando difficile da sostenere da sola, nell’articolo “Quando chiedere aiuto per il tuo cane o gatto: 7 segnali che stai sostenendo tutto da sola” ho approfondito proprio questo aspetto.
Rientro dalle vacanze con cane e gatto: perché è un altro cambiamento
Per noi può esserci una data molto precisa: le vacanze sono finite e ricomincia la vita normale.
Dal punto di vista dell’animale, però, non è detto che il passaggio sia altrettanto netto.
Un cane o un gatto che è stato in vacanza con la famiglia può ritrovarsi nuovamente in giornate con presenze, orari e attività differenti. Nel cane, un cambiamento nella routine può anche accompagnarsi a comportamenti che ci fanno percepire l’animale come più agitato o semplicemente diverso dal solito. Un animale rimasto a casa può vedere tornare persone, rumori e abitudini che nelle settimane precedenti erano cambiati. Chi è stato ospitato in una pensione o altrove affronta anche un nuovo passaggio da un ambiente all’altro.
Non c’è una soluzione alle vacanze che sia necessariamente migliore per tutti. Ogni animale è diverso e ciò che può essere adatto a uno può non esserlo a un altro.
Lo stesso vale per il rientro.
Una situazione normalmente sostenibile può risultare diversa quando arriva insieme ad altri cambiamenti. Il concetto di finestra di tolleranza può aiutarci a comprendere perché la capacità di affrontare una situazione non sia sempre identica, anche nello stesso animale. Ne parlo più estesamente in “Finestra di tolleranza: spiegazione semplice per capire stress e recupero (tuo e del tuo animale)”.
Cosa osservare nel cane e nel gatto quando cambia la routine
Quando qualcosa sembra diverso, è facile chiedersi subito: Che cosa devo fare?
Prima ancora, può essere utile una domanda diversa: che cosa è cambiato?

Non serve necessariamente cercare un comportamento eclatante. Nella normale vita quotidiana potresti accorgerti che il tuo animale riposa diversamente, sembra più vigile, cerca più spesso la vicinanza oppure preferisce avere maggiore distanza.
Potresti notare che alcune situazioni abituali sembrano richiedergli più energia o che risponde diversamente a qualcosa che prima appariva semplice.
Questo non significa automaticamente che ci sia un problema.
Un singolo comportamento, preso isolatamente, non ci racconta necessariamente che cosa sta vivendo l’animale. Può però darci un’informazione da mettere in relazione con il contesto e con gli altri cambiamenti che stiamo osservando.
Cane e gatto possono vivere il rientro in modo diverso
Non dobbiamo aspettarci che un cane e un gatto esprimano allo stesso modo una possibile difficoltà. E nemmeno che due cani o due gatti reagiscano nello stesso modo.
Alcuni cambiamenti possono essere evidenti. Altri molto più sottili.
Per questo osservare non significa cercare una lista di sintomi da spuntare, ma provare a mettere in relazione ciò che vediamo con quello che sta accadendo nella vita dell’animale.
Se vuoi approfondire anche i segnali che riguardano noi e il modo in cui stiamo vivendo una situazione diventata difficile, puoi leggere “Quando chiedere aiuto per il tuo cane o gatto: 7 segnali che stai sostenendo tutto da sola”.
Osservare il cane o il gatto non significa avere più tempo
“Osservare” potrebbe sembrare un altro compito da aggiungere a una lista già lunga, soprattutto quando le vacanze finiscono e bisogna tornare subito al lavoro.
Ma non è necessario avere intere giornate libere per accorgersi di come sta il proprio animale.
L’osservazione può avvenire dentro la vita che stai già vivendo: mentre ti prepari per uscire, quando rientri, durante i normali momenti insieme o quando chiedi al cane o al gatto qualcosa che fa abitualmente.
E alcune richieste non possono essere eliminate. Se devi tornare al lavoro, per esempio, potresti non poter scegliere di rimandare il momento in cui il cane torna a rimanere solo. Gli orari familiari possono cambiare e alcuni aspetti della routine devono necessariamente riprendere.
L’obiettivo non è quindi costruire condizioni perfette. È provare a riconoscere, nel margine che realmente hai a disposizione, che cosa sta succedendo.
Questo vale anche per ciò che possiamo realisticamente sostenere nel tempo. Nell’articolo “Non ho tempo”: come capire cosa è davvero sostenibile per aiutare il tuo cane ho approfondito proprio la differenza tra ciò che vorremmo riuscire a fare e ciò che può davvero entrare nella nostra vita quotidiana.
Dopo le vacanze, prima di fare di più prova a guardare cosa sta succedendo
Quando vediamo qualcosa di diverso nel nostro animale, soprattutto se ci preoccupa, è naturale cercare una soluzione.
Possiamo pensare che serva un’altra attività, un nuovo esercizio, una strategia diversa o semplicemente qualcosa in più che possa aiutarlo a tornare rapidamente come prima.
Non significa che aggiungere qualcosa sia necessariamente sbagliato.
Ma prima può essere utile chiedersi: quello che sto pensando di fare risponde davvero a ciò che sto osservando?
C’è una differenza tra ciò che dobbiamo necessariamente chiedere al nostro animale perché fa parte della nostra vita quotidiana e ciò che aggiungiamo perché ci preoccupa vedere qualcosa che non riusciamo a comprendere.
E quando una situazione ci coinvolge da tempo o ci preoccupa molto, riuscire a vederla con chiarezza può diventare più difficile.
Nel video “Sei in difficoltà con il tuo animale? Quando serve aiuto” parlo proprio di come orientarsi quando da soli non sappiamo più bene che cosa fare. Un aiuto utile non dovrebbe guardare soltanto al comportamento che vorremmo cambiare: dovrebbe riuscire a vedere l’animale che abbiamo davanti, tenere conto di ciò che possiamo realmente sostenere nella nostra vita e permetterci di riconoscere anche quei cambiamenti che non sono immediatamente evidenti.
Stato e tensione nel cane e nel gatto: cosa può esserci dietro il comportamento
Quando guardiamo soltanto il comportamento, è facile concentrare tutta l’attenzione sulla domanda: Come faccio a cambiarlo?
Ma un comportamento ci dà anche delle informazioni.
Questo non significa presumere di sapere automaticamente perché il cane o il gatto si stia comportando in un certo modo, né lasciare che una situazione difficile continui senza intervenire. Significa cercare di comprendere meglio ciò che sta succedendo prima di decidere come intervenire.
Nella Trust Technique® prestiamo particolare attenzione allo stato dell’animale e alla sua attività mentale. Ridurre l’attività mentale permette all’animale di raggiungere uno stato più tranquillo e può creare condizioni diverse all’interno della relazione.
Anche ciò che accade dall’altra parte della relazione conta. Noi e i nostri animali ci scambiamo continuamente informazioni attraverso il corpo, il movimento, la distanza, il ritmo e il modo in cui reagiamo gli uni agli altri.
È uno degli aspetti che approfondisco in “Co-regolazione: cosa significa davvero e come riconoscerla nella relazione”.
Se vuoi conoscere più specificamente questa prospettiva applicata alle situazioni di ansia, puoi leggere anche “Benefici della Trust Technique® per animali ansiosi”.
Rientro dalle vacanze con cane e gatto: la routine non deve essere perfetta
Il rientro dalle vacanze con cane e gatto non deve seguire un modello perfetto che ogni persona dovrebbe riuscire a riprodurre.
Potresti avere poco margine per modificare gli orari. Il tuo cane potrebbe dover tornare a stare solo. Il tuo gatto potrebbe ritrovarsi con una casa più vuota durante il giorno. Oppure il cambiamento potrebbe essere semplice e non creare particolari difficoltà.
Non tutto ciò che cambia richiede un intervento.
Quando invece qualcosa ti fa pensare che il tuo animale stia facendo fatica, puoi partire da ciò che stai osservando prima di chiederti immediatamente che cosa aggiungere.
Non per fare meno a tutti i costi e nemmeno per cercare di gestire il rientro nel modo “giusto”.
Piuttosto per provare a capire che cosa sta succedendo a quel cane o a quel gatto, in quella situazione, dentro la vita che state realmente vivendo insieme.
Se al rientro dalle vacanze hai notato qualcosa di diverso nel tuo cane o nel tuo gatto e senti che potrebbe esserti utile un confronto, puoi richiedere un colloquio online gratuito di 15 minuti. È uno spazio breve che serve a entrambi per capire che cosa state vivendo e se il percorso personalizzato che posso offrirti con la Trust Technique® può essere adatto alla vostra situazione.
Se invece in questo momento preferisci iniziare a guardare la relazione con il tuo animale da una prospettiva diversa, puoi scaricare gratuitamente “Migliorare la relazione con il tuo animale – guida in 5 passi”


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