Gatto disteso in casa durante l'osservazione dei segnali di stress nel gatto

Segnali di stress nel gatto: quando un piccolo cambiamento merita attenzione

Quando pensiamo ai segnali di stress nel gatto, è facile immaginare comportamenti molto evidenti: un gatto che fugge, soffia, graffia o si nasconde. Ma non sempre ciò che merita la nostra attenzione è così facile da vedere.

A volte cambia qualcosa di molto più piccolo. Il gatto interrompe prima un contatto, aumenta leggermente la distanza, modifica la postura oppure rimane lontano più a lungo del solito.

Questo non significa che ogni piccolo comportamento sia un segnale di stress. Un singolo gesto, preso da solo, raramente ci racconta abbastanza. Per comprenderlo meglio diventano importanti il contesto, ciò che accade prima e dopo e, soprattutto, ciò che è abituale per quel particolare gatto.

Quali possono essere i segnali di stress nel gatto?

segnali di stress nel gatto possono riguardare il comportamento, le abitudini quotidiane e il modo in cui l’animale si muove o interagisce con ciò che lo circonda.

Alcuni cambiamenti possono essere molto evidenti. Altri sono così piccoli da essere facilmente attribuiti al carattere del gatto.

Per questo, più che cercare un elenco da imparare a memoria, può essere utile osservare che cosa sta cambiando e in quale situazione.

Segnali di stress nel gatto: cambiamenti nel comportamento e nelle abitudini

Un gatto può iniziare a nascondersi più spesso o più a lungo, mantenere maggiori distanze, evitare situazioni che prima affrontava diversamente oppure modificare il modo in cui cerca o interrompe il contatto.

Anche variazioni nelle normali abitudini possono essere informazioni importanti, soprattutto quando compaiono improvvisamente o diventano progressivamente più evidenti.

La presenza di uno di questi comportamenti, però, non ci permette da sola di stabilire che il gatto sia stressato. Ci dice piuttosto che può esserci qualcosa che vale la pena osservare con maggiore attenzione.

Piccoli cambiamenti nella postura e nelle distanze

Alcuni segnali possono essere ancora più sottili.

Il gatto può spostare leggermente il peso all’indietro quando ci avviciniamo, cambiare la posizione delle orecchie, interrompere una carezza, modificare la postura o aumentare di poco la distanza.

Gatto osservato in casa nella sua postura e nel contesto

Presi singolarmente, questi movimenti possono avere significati diversi in situazioni diverse.

È proprio per questo che osservare il linguaggio del gatto non significa costruire un dizionario nel quale a ogni gesto corrisponde sempre la stessa interpretazione.

Quando ai segnali comportamentali si accompagnano cambiamenti fisici

A volte insieme a un cambiamento nel comportamento possiamo osservare variazioni nell’appetito, nell’uso della lettiera, nel grooming o altre manifestazioni fisiche.

In questi casi è particolarmente importante non attribuire automaticamente ciò che vediamo allo stress.

Un cambiamento fisico o comportamentale significativo può avere cause diverse e merita una valutazione veterinaria, soprattutto se compare improvvisamente, persiste o si intensifica.

Escludere eventuali cause mediche è un passaggio importante prima di cercare una spiegazione esclusivamente comportamentale.

Perché un singolo segnale non basta per capire come sta il gatto

Immagina di avvicinare una mano al tuo gatto e di vedere che sposta leggermente il peso all’indietro.

Quel movimento, da solo, ci dice poco.

Potrebbe comparire in moltissime situazioni e non sarebbe corretto concludere immediatamente che il gatto è in difficoltà.

La domanda interessante diventa allora:

Che cosa succede prima, durante e dopo quel piccolo segnale?

Prima, durante e dopo: il contesto cambia il significato

Se ogni volta che la mano si avvicina il corpo del gatto arretra leggermente, poi cambia la posizione delle orecchie e infine il gatto si sposta, non stiamo più osservando soltanto un singolo movimento.

Stiamo cominciando a vedere una sequenza.

Questo non significa che possiamo sapere con certezza che cosa stia provando il gatto. Possiamo però accorgerci che quella particolare situazione produce ripetutamente alcuni cambiamenti nel suo comportamento.

E non dobbiamo necessariamente aspettare che fugga, soffi o reagisca in modo molto evidente per iniziare a prestarvi attenzione.

I segnali di stress nel gatto possono diventare più chiari quando osserviamo una sequenza

Osservare una sequenza permette di evitare due estremi.

Il primo è ignorare ciò che accade finché non compare un comportamento molto evidente.

Il secondo è attribuire un significato rigido a ogni movimento, interpretando ogni posizione delle orecchie, della coda o del corpo come prova che il gatto sia stressato.

Nel video “Linguaggio del gatto: piccoli segnali che è facile non vedere” approfondisco proprio questo modo di osservare: non cercare di tradurre ogni gesto, ma prestare attenzione al contesto e a ciò che accade prima e dopo.

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È carattere oppure qualcosa sta cambiando?

Un gatto può essere riservato.

Può non amare essere preso in braccio, preferire osservare gli ospiti da lontano oppure interrompere un contatto prima di quanto farebbe un altro gatto.

Queste differenze fanno parte anche delle caratteristiche individuali, della storia e delle esperienze di ciascun animale.

Per questo la domanda “È carattere oppure stress?” rischia di essere troppo rigida.

Possiamo sostituirla con una domanda diversa:

È sempre stato così, oppure qualcosa sta cambiando?

Confrontare il gatto con se stesso, non con un modello ideale

Se il tuo gatto ha sempre preferito allontanarsi quando arrivano ospiti, mantenere una certa distanza non rappresenta necessariamente una novità.

Ma forse adesso si allontana prima.

Oppure rimane nascosto più a lungo. Interrompe prima un contatto che in passato proseguiva. In una situazione familiare modifica più frequentemente la distanza.

Sono variazioni che possiamo cogliere più facilmente se, anziché confrontare il nostro gatto con un’idea di come dovrebbe comportarsi, lo confrontiamo con se stesso: con i suoi tempi, le sue distanze e il suo modo abituale di vivere quella situazione.

Gatto nel suo ambiente domestico osservato nel contesto e nelle sue distanze abituali

Il nascondersi, per esempio, viene spesso interpretato semplicemente come una caratteristica tipica del gatto. Nel video Linguaggio del gatto: perché si nasconde e non si fa avvicinare approfondisco proprio che cosa possiamo osservare quando il gatto sceglie di aumentare così tanto la distanza.

Riconoscere i segnali di stress nel gatto non significa intervenire su ogni comportamento

Quando iniziamo a osservare più attentamente, può nascere spontaneamente un’altra domanda:

“Adesso che me ne sono accorto, che cosa devo fare?”

Ma osservare meglio non significa necessariamente fare di più.

A volte il primo passaggio è semplicemente riconoscere che il gatto ci ha dato un’informazione.

Osservare prima di decidere che cosa fare

Se il gatto si ritrae mentre avviciniamo una mano, per esempio, possiamo innanzitutto notarlo.

Possiamo osservare che cosa succede dopo: se aumenta ulteriormente la distanza, se rimane dov’è, se modifica ancora la postura oppure se, quando la situazione cambia, cambia anche il suo comportamento.

Questo modo di osservare ci permette di non passare immediatamente dal segnale all’intervento.

E soprattutto evita che diventare più attenti al linguaggio del gatto significhi cominciare a controllare continuamente ogni suo movimento.

Il comportamento non è necessariamente qualcosa da eliminare

Quando un comportamento ci crea difficoltà, è comprensibile desiderare che scompaia.

Ma il comportamento visibile può essere anche un’informazione su come l’animale sta vivendo una determinata situazione. Concentrarsi esclusivamente sulla sua eliminazione rischia quindi di farci perdere una parte importante di ciò che possiamo osservare.

È anche una delle ragioni per cui, quando parlo dei benefici della Trust Technique® per animali ansiosi, l’attenzione non è rivolta soltanto al comportamento finale, ma alla condizione nella quale l’animale affronta ciò che sta vivendo.

Lo stesso criterio aiuta anche a chiarire che cosa intendiamo quando diciamo che un approccio “funziona”. Se l’unico parametro è quanto rapidamente scompare il comportamento che ci disturba, rischiamo di trascurare le informazioni che quel comportamento ci stava dando. Ne parlo più approfonditamente in Trust Technique®: funziona? Dipende da cosa intendi per funziona (aspettative oneste).

Quando i segnali di stress nel gatto meritano un approfondimento

Prestare attenzione ai piccoli segnali non significa preoccuparsi per ogni variazione.

Significa però poter riconoscere più facilmente quando qualcosa si discosta dal modo abituale di comportarsi di quel gatto.

Un cambiamento improvviso o persistente, un comportamento che diventa progressivamente più intenso o frequente oppure la comparsa di cambiamenti fisici, nell’appetito, nell’eliminazione o nelle normali attività quotidiane meritano attenzione.

In questi casi è importante rivolgersi al veterinario per valutare se possa esserci una causa medica.

Anche le nostre osservazioni possono diventare utili: invece di limitarci a dire “il mio gatto è stressato”, possiamo descrivere che cosa è cambiato, da quanto tempo, in quali situazioni e che cosa accade prima e dopo.

Sono informazioni molto più concrete di un’etichetta.

Osservare i piccoli cambiamenti per conoscere meglio il proprio gatto

Riconoscere i segnali di stress nel gatto non significa imparare a dare un significato preciso a ogni movimento.

Significa diventare più attenti alle variazioni, al contesto e alle sequenze, senza aspettare necessariamente che un comportamento diventi molto evidente prima di prenderlo in considerazione.

A volte ciò che osserviamo farà semplicemente parte del modo di essere di quel particolare gatto. Altre volte potremo accorgerci che qualcosa è cambiato.

La differenza non sta nel conoscere una lista perfetta di segnali, ma nel diventare progressivamente più capaci di osservare quel gatto, in quella situazione.

Se vuoi iniziare a osservare con maggiore consapevolezza ciò che accade nella relazione con il tuo animale, puoi scaricare gratuitamente la mia guida “Migliorare la relazione con il tuo animale – guida in 5 passi”.

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